lunedì 16 marzo 2015

È NATA LINDA. EVVIVA

Il giorno 8 marzo 2015 a mezzanotte e mezza è nata la piccola Linda, la mia seconda nipotina, la sorellina di Arianna. Ha una moltitudine di capelli scuri e io mi fermo qui, lasciando ad altri più esperti di me la lotteria delle somiglianze. Il suo nome è la forma abbreviata di nomi femminili di origine germanica come Teodolinda, Adelinda, Ermelinda o Rosalinda. Il nome tedesco "linta", che significa “tiglio”, è un albero la cui legna serviva per fabbricare gli scudi. Ho detto tutto. Si è diffuso nel secolo scorso grazie a un’opera lirica di Gaetano Donizetti, Linda di Chamonix, e tra gli anni Sessanta e Settanta è tornato alla ribalta per una celebre canzone di Lucio Battisti il cui testo era stato composto da Mogol. L’onomastico si può festeggiare il 22 gennaio, in ricordo di S. Teodolinda, la sovrana dei Longobardi che favorì la conversione al cristianesimo del suo popolo. Altrimenti il 29 ottobre, festa di Santa Ermelinda vergine. Il nome Linda si è diffuso come nome a sé, forse per la gradevole assonanza con l’aggettivo lindo nel senso pulito, curato.  Ma anche il significato in portoghese è meraviglioso, Linda infatti vuol dire bella. Linda è ricordata il 22 gennaio e il 22 marzo. Benvenuta Linda che domenica 15 marzo finalmente hai conosciuto la casa dove crescerai e sarai coccolata da mamma, papà e dalla sorellina Arianna.
Si dice sia una bambina esuberante, appassionata, ardente, con un'esistenza densa, dinamica e ricca di eventi all’insegna dell’eterna giovinezza. 
Il quattro, numero solare è la vibrazione che meglio si addice alla personalità di Linda. Giorno favorevole: domenica. Colore: giallo oro e questo mi fa piacere perché ricorre nella ninna nanna che le ho dedicato. Talismani: un girasole, ambra o smeraldo, una spilla a forma di leone. 

Cara Linda
non ti aspettavo più e sei arrivata improvvisa rendendomi ancora più felice di quanto non lo fossi già con la nascita di tua sorella Arianna. Sono sicuro che farete una bella coppia, giocando insieme ciascuna con la sua personalità. Senza paura di ripetermi desidero ancora una volta ribadire che ogni piccola creatura che viene al mondo rappresenta una grande speranza per il mondo intero. Il miracolo della vita si rinnova ogni giorno e solo chi è morto dentro non riesce ad apprezzarne il valore. Vi vedrò crescere insieme e chissà quante me ne combinerete approfittandovi di un povero vecchietto indifeso. Ho l'impressione che dovrò presto rimettermi in forma se vorrò rimanere al vostro passo ancora per qualche anno. Poi i vostri interessi li dirotterete altrove e io resterò solo per raccontarvi alcune favole, sempre che vi piacciano. Linda, Arianna vi starò sempre vicino fino a quando il buon Dio vorrà. Benvenuta Linda, fammi volare ancora sulle ali della fantasia come lo sta facendo tua sorella Arianna. Benvenuta fra di noi. I tuoi genitori sono al settimo cielo, hanno sofferto tanto ma adesso è arrivato il tempo della gioia. Ricordatevi! La cosa più bella che ci sia è l'armonia familiare e fra di voi dovrete essere solidali nel rispetto delle differenze di carattere. Amatevi e amate i vostri genitori, sempre e a qualunque condizione. 
Benvenuta piccola Linda. Insieme ad Arianna sarete una forza della natura.
Passeggiando in auto con Arianna un giorno di pioggia intensa, mi trovavo sul ponte di Settimo torinese e uno squarcio di cielo azzurro fece apparire un bellissimo arcobaleno. Ci fermammo a bordo strada per ammirarlo e fu allora che ebbi l'ispirazione per la ninna nanna per Linda. Erano due mesi che pensavo come l'avrei composta. Mi ci vollero altri due mesi per completarla. La terminai proprio vicino alla sua nascita. Ciao Linda te la dedico. La copertina è la logica conseguenza del testo, disegnata dal sottoscritto.
http://youtu.be/XB1fUbZwQDU


domenica 11 gennaio 2015

FRITTATA DI PATATE


Ricetta della frittata di patate

Somiglia al Gateau di patate ma ci sono alcune differenze:
La prima è che viene cotta in una ampia padella, possibilmente antiaderente, e non in forno
La seconda è che viene usato come ingrediente la mortadella al posto del prosciutto cotto
Si chiama frittata perché si presenta come tale ma ci sono solo due uova sbattute che servono da legante. Quindi una frittata che non è una frittata.

Ingredienti per 4 - 5 persone o anche di più a secondo dell'appetito
1 kg di patate
400 gr di fior di latte
400 gr di mortadella
Un bicchiere di latte fresco
Due uova
Noce moscata
Pane grattugiato
Parmigiano grattugiato
Un po' di olio e una noce di burro e......
..... Olio di gomito!

Per prima cosa sbucciare le patate e dopo averle lavate e tagliate in pezzi omogenei come dimensioni, metterle in una casseruola in acqua fredda e portare il tutto ad ebollizione. Quando l'acqua bolle aggiungere del sale grosso e finire di lessarle. Tempi circa 40 minuti.
Mentre le patate si lessano tagliare il fior di latte a dadini non troppo piccoli e metterli in un recipiente. Tagliare a quadratini la mortadella e aggiungerla al fior di latte. Mescolare il tutto.
Con un passa patate schiacciare le medesime dopo averle scolate. Aggiungere un bicchiere di latte e mescolare e aggiungere poco per volta, fino ad esaurimento, il composto fior di latte e mortadella. Sbattere bene le due uova e aggiungerle all'impasto. Amalgamare bene. Inumidire con olio la padella e portarla in temperatura. Aggiungere una noce di burro fino alla sua liquefazione. Spolverare la padella con una buona dose di pane grattugiato fino a dorarlo leggermente. Aggiungere poco per volta l'impasto e continuare a girare aggiungendo un po' di parmigiano grattugiato. Mescolare il tutto sul fuoco per circa venti minuti aggiungendo di tanto in tanto una buona dose di noce moscata grattugiata. Lasciare sul fuoco senza mescolare con un coperchio per circa 10 minuti in modo che sotto si formi un po' di crosta. Rivoltare il tutto in un ampio piatto tipo quello usato per la pizza. Tagliare e servire ben caldo in modo che il fior di latte risulti filante. Volendo si può aggiungere sul piatto di portata ancora un po' di noce moscata e di parmigiano grattugiato.  Tempo totale un'ora circa.




mercoledì 7 gennaio 2015

RICETTA DEL "FINTO PESCE"

Tipica ricetta della tradizione della mia famiglia per la cena della vigilia di Natale. Non ne conosco le origini ma so che mia madre lo faceva ogni anno per l'occasione. Poi essendo abbastanza laborioso mi veniva affidata la sua lavorazione quando mia madre non era più in grado di prepararla. Nella sua origine questo piatto era un antipasto e, dato il suo contenuto fortemente calorico, veniva consumato in piccole dosi. Tuttavia essendo molto gustoso, almeno per noi della famiglia, veniva spesso considerato un primo. 

RICETTA

Ingredienti e dosi per circa 10 persone
Mollica di pane bianca di mezza pagnotta
bicchiere di latte
250 grammi di tonno
200 grammi di burro
2 uova fresche


Scavare la mollica da una mezza pagnotta e metterla in un recipiente e versarci il
bicchiere di latte. Con le mani sminuzzare la mollica in modo da fare assorbire tutto il latte e lasciare riposare. Su di un tagliere tritare bene il tonno.




In un piatto oblungo lavorare il burro con un mestolo di legno per circa 20 minuti. Quando il burro sembra panna
prendere una manciata di mollica dopo averla strizzata in una mano per eliminare il latte eccedente e sminuzzarla sul burro. Mescolare bene.

Il burro deve restare fuori del frigorifero per qualche ora

Il burro nel piatto oblungo
lavorato per circa venti
minuti

Successivamente fare altrettanto con il tonno tritato. Ripetere in modo alterno le fasi precedenti fino ad esaurimento del tonno. Dopo aver assaggiato decidere se continuare a mettere la mollica oppure no. Se per caso l'impasto risultasse insipido, aggiungere un pizzico di sale nella fase di sbattimento delle due chiare d'uovo. I tuorli vanno conservati in frigo per la maionese il giorno successivo. Aggiungere le chiare d'uovo e amalgamare bene. 

Per separare i tuorli dalla chiara seguire il filmato             

( http://youtu.be/v1IWcpW-4s0 ) 

Vi assicuro che funziona a meraviglia. Mettere in frigo per una notte. La mattina successiva con una paletta per dolci e un coltello corto, largo e robusto (va bene anche l'utensile per tagliare il parmigiano) cominciare a dare la forma al pesce. Guarnire con sottaceti, eventualmente una foglia di insalata nella bocca e due capperi lavati bene per gli occhi. Prima di servire preparare la maionese di cui una parte va spalmata sul dorso e sui lati del pesce. 

L'altra parte della maionese può essere messa ai bordi del piatto o in una ciotola da mettere a tavola.

La maionese è meglio che sia fatta a mano con i soli tuorli, il tutto resta più gustoso. I tempi di preparazione dipendono dalle dosi. In questo caso occorre, maionese inclusa, circa 90 minuti. 


venerdì 12 dicembre 2014

LA REALTA' E' UN PROBLEMA?


Sabato 29 novembre 2014 ho partecipato ad un evento promosso da Fioredentro (http://www.fioredentro.com/), che ha avuto luogo presso la pasticceria Durighello (http://www.durighello.com/) a Torino. Oltre alla musica suonata in maniera magistrale da Gabriella Perugini (http://www.gabriellaperugini.it/) con i suoi strumenti a corda (Liuto e Tiorba), ho ascoltato gli interventi dei due relatori Marco Margrita e Marco Casazza su un tema estremamente interessante e coinvolgente:
“La realtà è diventata un problema?”

Ho voluto recensire l’evento con parole mie, mettendo tra virgolette le frasi che sono state citate dai due relatori, che sono stati molto bravi a esprimere, in modo semplice, concetti molto complicati. Di per sé la realtà non dovrebbe rappresentare un problema perché è quella che viviamo tutti i giorni; sono i fatti quotidiani che accadono davanti ai nostri occhi che non si possono interpretare; se un bambino ride non possiamo dire che pianga, se piove non possiamo dire che c'è il sole. Ma se dobbiamo raccontarla a un'altra persona o a più persone la realtà può essere descritta e comunicata in tanti modi diversi. Possiamo, ad esempio, dire che il bambino ride ma subito dopo si è messo a piangere per un episodio che è sfuggito alla nostra percezione. Possiamo dire anche che quel giorno è piovuto per una parte della mattinata ma che per tutto il resto della giornata è brillato il sole. In sostanza la realtà va comunicata con tutte le condizioni al contorno. Ciascuno di noi può raccontare la sua realtà, o se si preferisce la sua verità. Spesso trascurando alcuni dettagli o negandoli si modifica la realtà dei fatti a proprio piacimento. Questo è un esercizio sempre più diffuso ai giorni nostri quando si vuole, attraverso il linguaggio e la comunicazione in genere, portare chi ascolta a credere una cosa piuttosto che un'altra, convincendoli a condividere una realtà mistificata. La cosa drammatica è che una persona che è stata portata a credere a una "realtà" molto difficilmente cambierà idea, anche se messa difronte all'evidenza dei fatti. È il caso in cui la "realtà ci è stata imposta come uno schema, da annullare la nostra capacità di osservare”.  Questo è tipico di chi è molto abile nella dialettica, nella capacità ipnotica dei mezzi di comunicazione di cui la radio, ma soprattutto la televisione, sono maestre. Abbiamo nella nostra storia degli esempi illuminanti. Solamente le persone estremamente colte e riflessive, capaci di analisi critiche, non cadono in questi che io definirei tranelli mediatici. La libertà consiste nel non lasciarsi condizionare da realtà fittizie e nella capacità di cambiare visione nel momento in cui uno si accorge che sta sbagliando. Quando una o più persone si convincono che la "realtà imposta è la sola possibile si sfocia nell'idolatria”. Una cosa che mi ha colpito particolarmente nella discussione è stata la spiegazione secondo cui esiste  “una  differenza sostanziale fra ambiente e natura”. Non voglio ripetere quello che è stato espresso dal relatore ma mi preme ribadire che concordo in pieno sul fatto che molti confondono questi due aspetti, creando molto spesso danni irreparabili. La scienza, alla quale è richiesto un esame super partes, “dovrebbe affermare un concetto univoco”, senza divisioni interne, e solo dopo aver fatto tutte le verifiche necessarie e provato la ripetitività di un fenomeno. Non è accettabile, secondo me, che gli scienziati diano opinioni a volte contrastanti su un evento. L'asservimento della scienza alla politica genera conflitti e ritardi nelle scelte, spesso urgenti, che danneggiano il nostro pianeta. La tendenza a monetizzare tutto, cultura compresa, è deprecabile. La risorsa economica è solo un aspetto e viene sempre messa in primo piano rispetto alla risorsa umana. Queste sono alcune riflessioni, molto sintetiche, che ho voluto fare, soprattutto per non dimenticarmi delle cose interessanti discusse, ma anche perché molti altri abbiano l’opportunità di conoscerle, condividendole o criticandole.

lunedì 1 dicembre 2014

GLI EROI DI OGGI

Ci sono stati tanti eroi nel mondo che hanno combattuto nemici più grandi di loro, affrontandoli senza paura o vincendola per un bene superiore: la libertà. Tutti i giorni assistiamo a tanti piccoli eroi che lottano contro ogni soperchieria, spesso subdola che si nasconde dietro una presunta verità, quella dei potenti che ce la vogliono spacciare per verità assoluta. I giovani che vivono in questo mondo crudele, senza prospettive, sono i veri eroi di oggi. Le persone che perdono il lavoro e che continuano a sperare, che cercano ogni modo per sopravvivere restando onesti sono i veri eroi di oggi. Le persone che ancora lottano per gli ideali che i potenti ci vogliono togliere sono i veri eroi. Anche coloro che non ce la fanno e che lasciandosi prendere dallo sconforto perdono la loro vita, sono gli eroi di oggi. Ci sono più eroi oggi di quanto possiamo immaginare. Questi eroi vinceranno a scapito di enormi sacrifici, ma vinceranno.

lunedì 3 novembre 2014

PROPOSTE PER FAR RIPARTIRE VELOCEMENTE IL MONDO DEL LAVORO

In questa spasmodica, quanto inefficace ricerca di mettere in moto il mondo del lavoro vorrei dare il mio povero contributo, costruttivo, di un cittadino qualunque non impelagato in politica.
1- rendere meno redditizi gli investimenti finanziari
2- rendere molto più appetibili gli investimenti produttivi in Italia
3- tassare, per disincentivare le produzioni italiane all'estero, Cina compresa.
4- chi vuole per forza produrre all'estero deve lasciare non solo le fabbriche ma anche i macchinari ivi residenti
5- dare grossi incentivi, riducendo contemporaneamente le tasse, a tutte quelle aziende che fanno veramente innovazione.
6- migliorare ambiente, salute e ecologia dando lavoro, incentivandolo, assumendo biologi veri al posto dei tecnici di laboratori che, sanno far funzionare le macchine ma non sanno interpretare i valori che le macchine stesse mettono a disposizione. Anche perché se le macchine sono starate chi se ne accorge?
5- i sindacati, invece di continuare a fare scioperi che non servono a nulla, dovrebbero fare proposte concrete e di buon senso permettendo a chi non ha lavoro di trovarlo e a chi lo perde, anche a 50 anni, di rimettersi in gioco anche con stipendi più modesti. Le aziende coinvolte in questo processo devono essere aiutate anche in termini burocratici. Inoltre dovrebbero chiedere a gran voce che gli apprendisti possano  essere assunti senza il limite dei 29 anni.

lunedì 15 settembre 2014

Più che un pranzo ..... una riunione di famiglia

Questa è stata un'occasione unica in quanto, per puro caso, questo Agriturismo           ( S.AGNESE C.da Solagnone, 18 Pineto (TE) strada provinciale per Atri ) dotato anche di camere, prenotato per tempo, ha aperto solo per noi. In visita ad alcuni parenti che vivono nella zona ci è stato consigliato e ci siamo andati tutti insieme. Non abbiamo scelto il menù. Tutto è stato organizzato dalle persone della struttura. Un pranzo abbondantissimo a base di bruschetta con un piatto di peperoni (piccoli e lunghi) mescolati a pomodori e uova strapazzate.


Gnocchi un po' particolari con sugo di pomodoro su una base di fette d'arrosto. Un ricco piatto di salsicce e un altro di carne panata e fritta. Insalata di frutta e fichi succulenti. Ovviamente il tutto innaffiato con un buon vino. Visto che eravamo soli, dopo il pranzo, il personale molto simpatico si è intrattenuto con noi e ci ha fatto assistere anche a un mini spettacolo con un cane ammaestrato. Abbiamo passato tre ore e mezzo in allegria. Ampi spazi all'aperto e al chiuso. 

Non so quando è affollato come possa essere ma io se torno in zona ci ritorno volentieri.